Le fasullità che mi rimprovera sono quelle del modernariato materialista e impotente. Al netto dei gender studies, parla come Tinto Brass

Non ho capito cosa non abbia capito Elvira Banotti. Temo abbia deciso di non essere d’accordo su quanto ho scritto – per quel che mi riguarda – solo per un suo istinto igienico-ideologico altrimenti detto riflesso condizionato. Io le davo ragione e lei, forse, forte di un’ira collaudata, se la cantava e se la suonava dal basso della botola conformista. E’ maschio – si sarà detta – è anche musulmano e sarà anche qualcosa di peggio perché traffica con l’eros della gens d’Ellade (fischiando poco meno di un piffero l’alfabeto biblico) e in tutto questo, mi chiedo: se lei adesso difende Lina Merlin che chiuse le case chiuse come fa adesso, in nome dell’orgasmo, ad attaccare Ilda Boccassini che tra tutti i segreti criminosi del maschio ne vuole invece chiudere una e solo una di “tavernetta”, sempre al chiuso di una sola casa?
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Non ho capito cosa non abbia capito Elvira Banotti. Temo abbia deciso di non essere d’accordo su quanto ho scritto – per quel che mi riguarda – solo per un suo istinto igienico-ideologico altrimenti detto riflesso condizionato. Io le davo ragione e lei, forse, forte di un’ira collaudata, se la cantava e se la suonava dal basso della botola conformista. E’ maschio – si sarà detta – è anche musulmano e sarà anche qualcosa di peggio perché traffica con l’eros della gens d’Ellade (fischiando poco meno di un piffero l’alfabeto biblico) e in tutto questo, mi chiedo: se lei adesso difende Lina Merlin che chiuse le case chiuse come fa adesso, in nome dell’orgasmo, ad attaccare Ilda Boccassini che tra tutti i segreti criminosi del maschio ne vuole invece chiudere una e solo una di “tavernetta”, sempre al chiuso di una sola casa?
Facciamo a capirci: il più alto sentimento umano è l’orgasmo al punto tale che è la preghiera a essere la versione più alta della copula. Questo è il punto. E l’eros del sentimento nuevo si fa parola nell’abbandono all’Inviolato, ben oltre l’intreccio carnale “idraulico & liquido”. Banotti che si rattrista della condizione di Claudia Koll, (già musa di Tinto Brass, ormai dedita alla devozione nelle parrocchie e non più alle “botte di allegria”), dovrebbe al contrario riconoscere in lei la coerenza di percorso dei santi perché Maddalena, poi, attraversò tutta l’immaginazione dispotica dei clerici suoi, dei tempi suoi e della geografia sua per buttarsi alle spalle – e liberarsi – l’ossessione e il vuoto post coitale lavando il corpo flagellato del Cristo.
Tutto è erotico. E’ il resto che è porno. Forse sarà anche imprigionata l’immaginazione maschile – come scrive oggi Banotti – ma lo sarà in terra d’occidente perché quell’harem che tanto la disgusta non è certo un bordello, piuttosto è il recinto sacro della ricchezza emotiva propria della donna ancor prima che dell’uomo, anzi, del maschio.
Altro che assenza della donna. Capita che una personalità straordinaria come Banotti possa sonnecchiare tra i luoghi comuni, altro che “fantasie sessiste tra nazismo e islamismo”, e se solo scavasse l’estetica e la furia nazionalsocialista giusto in tema di maschile e femminile ne troverebbe di sorprese. Magari a colpi di Leni Riefenstahl, alla fine, capirebbe di aver capito dove va a parare la trave di se stessa, altro che la pagliuzza del sessismo altrui.
Ecco, lo dichiaro a costo di far starnazzare tutti i pollai ma non c’è insegnamento più alto di sentimento e di amore che quello dell’islam dove a partire da Maryam madre di Isa, ovvero Maria la madre di Gesù (pace su di loro, Madre e Figlio), a Fatima al-Zahara, ossia la “Luminosa”, la figlia di Muhammad (pace su di loro, Figlia e Padre), non sono solo splendenti esempi di prossimità all’Assoluto ma anche modelli umani, “universali” per l’appunto, perché forse le fasullità di cui Banotti mi accusa sono solo quelle del modernariato materialista, laico e impotente.
Non ci sono nemici nell’eros e tutto diventa porno quando scatta la guerra di genere. Forse l’intossicazione psicologica di cui mi accusa Banotti (quando credo di parlare con lei, dice) sarà tutta nel mio continuare ad andare via da questa storia così occidentale, dal mettere tra parentesi l’eterosessualità neppure fosse una pratica cannibalica da cui emanciparsi. Una volta le femministe volevano solo evirare, adesso hanno riscoperto la necessità del dettaglio e, quando Banotti, proclama e dice: “Ricordate che noi donne siamo l’unica esclusiva potenzialità capace di aprire ai vostri neuroni le porte dell’intelligenza e della felicità”, sommessamente dico, obiettando, ma al netto di gender studies, tutto ciò, non è già la poetica di Tinto Brass?